Urgenza espressiva - Sono Daria Bassi, nata a Mattarello dove vivo e lavoro da autodidatta. Attraverso l’istinto e la necessità di trovare un modo per esprimermi, ho sviluppato l’interesse per i temi legati all’interiorità. La mia formazione è la vita stessa. Nelle poche occasioni in cui ho esposto i miei lavori, ho sentito in molte persone il bisogno di riconoscersi ed anche scoprirsi nell’altro. Questo è un elemento confortante e portante, perché comunque la strada è a volte faticosa e si serve della solitudine con tutte le sue sfaccettature. Condivido il pensiero di Alda Merini che dice: “La passione è irrisolvibile” e credo che l’arte sia una cura, libera, perché continua nel tempo a sfuggire alla definizione di sé. Essere significa comunicare ed io conservo nel mio spazio interiore la tensione sempre viva dell’incontro con l’altro. Il bisogno di esprimersi nasce sempre dall’inconscio: è una spogliazione, confessione, dichiarazione, affermazione, traduzione ed anche dolore che raggiunge il confine della realtà. Per facilitare il discorso, cito una frase che trovo umanamente geniale di M. Bachtin: “ L’uomo ha un territorio interiore sovrano, ma è tutto e sempre al confine, e, guardando dentro di sé, egli guarda negli occhi dell’altro e con gli occhi dell’altro” (L’autore e l’eroe). Dovrei anche parlare della mia tecnica, ma dopotutto non è importante, va di moda dire “tecnica mista”. Sento i miei quadri come delle strane creature, e pensare che viaggeranno nell’etere mi fa una certa impressione. Allora, così, viaggerò anch’io. Con loro. cura urgenza espressiva daria bassi arte passione donna follia